«How a Ship, having passed the Line, was driven by storms». The metaphorical journey of The Ancient Mariner

Autori

  • Myriam Di Maio

DOI:

https://doi.org/10.13136/2465-2393/1494

Abstract

Riassunto: L’articolo esamina l’utilizzo dell’espediente della navigazione da parte di Samuel Taylor Coleridge nel poema The Rime of the Ancient Mariner (1798), ove il movimento difficoltoso della nave è metafora di alienazione e sofferenza cristiana. Nella ballata la questione del divino è costantemente reiterata e rappresenta il fulcro della teoria estetica dell’autore, nonché di tutta la sua poetica. Coleridge, nelle vesti di filosofo naturale, associa l’ira divina al sublime romantico ed esplora i temi del peccato e del pentimento attraverso un viaggio fisico, spirituale e introspettivo inteso a culminare nella salvezza. L’esplorazione del paesaggio diviene, così, una forma di escapismo e la nave al largo una complessa metafora religiosa, culturale, politica e sociale.

Abstract: The article examines Samuel Taylor Coleridge’s use of navigation in his Rime of the Ancient Mariner (1798), in which the motionless ship becomes a metaphor for alienation and Christian suffering. In the poem the question of the divine is constantly reiterated, thus becoming the centre of both the author’s aesthetic theory and poetics. As a natural philosopher, Coleridge associates divine wrath with the concept of the Sublime and explores the themes of sin and repentance through a physical, spiritual and introspective journey that ends in redemption. In the poem ‘landscape’ rhymes with ‘mindscape’ and the ship in the open sea becomes a complex religious, cultural, political and social metaphor.

Parole chiave: Coleridge, navigazione, Sublime romantico, paesaggio, redenzione, esplorazione

Key words: Coleridge, Navigation, Romantic Sublime, Landscape, Redemption, Exploration

Pubblicato

31.12.2023 — Aggiornato il 31.12.2023

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Sezione

Articoli